Malatesta : Rimini

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La pittura riminese

Una delle più importanti correnti del trecento

La scuola riminese

 

Mentre nella città faide e delitti accompagnavano l'ascesa dei nuovi signori, i pittori riminesi, non più di una decina in tutto, e probabilmente raggruppati in una sola bottega, davano vita ad una "scuola" oggi considerata una delle prime e più importanti correnti pittoriche del Trecento italiano.

Nella bottega si entrava da ragazzi per apprendere il mestiere. In questo modo il maestro passava all' allievo un bagaglio di esperienze, e si costituiva una tradizione. Il fenomeno non ebbe solo un impatto artistico sulla città, ma va visto anche per gli aspetti di tipo imprenditoriale ed artigianale. I pittori appartenevano alla categoria dell'artigianato specializzato, la cui attività esigeva investimenti finanziari di rilievo. Nell'esecuzione di grandi cicli di affreschi era necessaria la collaborazione di più persone, tanto da costituire un vero sodalizio di lavoro, al cui interno erano compresi anche maestri di legnami e doratori. Coi pittori lavoravano anche i segantini, i fabbri, i produttori di gesso e di stucco. Inoltre non tutti i colori si facevano in bottega, alcuni dovevano essere fabbricati nelle farmacie laiche e conventuali.


La fioritura della scuola riminese viene collegata alla presenza a Rimini di Giotto, chiamato in città dai Malatesta. L'unica testimonianza superstite dell' attività riminese del celebre pittore è il Crocifisso del Tempio Malatestiano. Oltre all'influenza giottesca, i pittori riminesi (Giuliano, Giovanni, Pietro, Baronzio ed il miniatore Neri) furono a confronto con le esperienze artistiche senesi e fiorentine; risentirono delle radici bizantine e svilupparono una propria autonoma creatività artistica.

I principali committenti dei pittori riminesi furono gli ordini mendicanti e soprattutto i Francescani. La scuola, oltre che nel Riminese e nel Montefeltro, ebbe una notevole diffusione: dalle Marche all'Umbria, dal Veneto alla Croazia.

Le più importanti testimonianze nella città si hanno nella chiesa di Sant' Agostino, dedicata però a San Giovanni Evangelista. Al suo interno si trovano gli affreschi della cappella del campanile che narrano le Storie di Maria, il capolavoro di Giovanni, il primo grande protagonista della scuola, e, nella cappella centrale, il ciclo di affreschi attribuiti ad un anonimo chiamato Maestro di Sant' Agostino.

Nel territorio riminese sono ancora rintracciabili varie opere, fra cui gli affreschi eseguiti da Iacopo Avanzi nel castello Malatestiano di Montefiore Conca; il crocifisso del Maestro del Refet tori o di Pomposa alla Collegiata di Santarcangelo, la grande Croce di Talamello.

La scuola riminese sopravvisse solo qualche decennio: fu forse la terribile peste nera che decimò la città a portarsi via anche i più giovani pittori.